Res(ear)ch

banda res ear ch ear

Res(ear)ch

un nuovo progetto di ricerca sonora ed ascolto a cadenza bisettimanale, che proporrà concerti, performance, corsi e workshop.

RES(EAR)CH nasce dalla collaborazione tra Giovanni Fiamminghi, Francesco Gibaldi, Achille Zoni e Grao.


PROGRAMMA:

Domenica 7 maggio
Partho Sarothy

Grazie a Spazio Aereo siamo orgogliosi di presentare
Sarà Partho Sarothy ed il suo sarod, uno dei cordofoni meno conosciuti della musica indostana.
Ecco qualche cenno per meglio entrare in questo discorso musicale, un po’ distante dalle nostre abitudini di ascolto, i cui concetti sono tanto complessi e difficili da definire, tanto immediati da cogliere con l’orecchio: i musicisti seguono nella loro esecuzione le regole del Raga, che struttura, organizza e governa l’approccio melodico, e dei tala (i cicli ritmici indiani) che fanno un baffo a drum machine e step sequencer, esplorando da secoli con severo approccio algoritmico le infinite suddivisioni temporali della battuta. Per quanto a primo ascolto possa sembrare monotona nel suo rifuggire da armonia, accordi e contrappunto, la musica classica indiana si schiude in tutta la sua potenza e sofisticata bellezza, non appena permettiamo al nostro orecchio di ascoltarne il suo schiudersi
PARTHO SAROTHY
Artista di fama internazionale, è considerato come uno degli esponenti di maggior rilievo e maturità della musica classica indiana contemporanea, tra i pochi ad avere avuto il privilegio di una collaborazione storica con il leggendario Ravi Shankar, suo guru musicale, come membro permanente nel proprio ensemble musicale con il quale vennero effettuate numerose tournée in Occidente fra cui lo storico Live in Kremlin.
Musicalmente Partho Sarothy si è formato alla scuola di Dhyanesh Khan (figlio di Ali Akbar Khan) per poi successivamente entrare a partire dal 1980 tra i pochissimi allievi selezionati di Ravi Shankar, con il quale ha poi effettuato numerose tournée in Europa e Nord America. A partire dagli anni 2000 ha proseguito la propria carriera artistica come musicista indipendente e come solista esibendosi sia in India che in Europa e America riscontrando un enorme successo di critica e di pubblico.
STEFANO GRAZIA – Tabla
Ad accompagnare Partho Sarothy il primo tra i pionieri in Italia ad iniziare lo studio della musica classica indiana e della percussioni del nord India note come TABLA. Stefano Grazia inizia i suoi studi nel 1978 allievo come allievo del Maestro Pt. Sankha Chatterjee di Calcutta, continuando poi a frequentare per oltre 15 anni i corsi della Fondazione Cini di Venezia e laureandosi successivamente in Storia Orientale a indirizzo Indologico. Dal 2005 frequenta regolarmente anche il Maestro Pt. Pooran Maharaj esponente della più importante famiglia tra le scuole di Benares. Fondatore dell’Associazione MUSA (www.artemusa.it) promuove concerti di musica indiana classica e di incontri interculturali tra la musiche d’Oriente e d’Occidente. Dal 2000 a oggi ha accompagnato in oltre 100 concerti in Italia e all’estero numerosi musicisti classici indiani.

 

Martedì 18 aprile
Mikko Savela  a/v live

Mikko Savela è un chitarrista di origini finlandese nato e attivo a  Umeå, Svezia.  Dopo avere esplorato differenti generi musicali con diversi gruppi e formazioni, si è dedicato alla improvvisazione e ha iniziato a sperimentare altre modalità di approccio alla chitarra. Oggi suona la sua chitarra coricata orizzontalmente, usandola quasi come una percussione, pizzicandola con entrambe le mani e colpendola con oggetti metallici. Oltre ad essa utilizza vari tipi di microfoni e altra strumentazione elettronica. Ha suonato, tra gli altri  con Will Guthrie, Jerome Noetinger, Yan Jun, Hankil Ryu, Hong Chuli.     https://vimeo.com/105120791,  https://www.youtube.com/watch?v=9llMROEFsdw,  https://vimeo.com/167240079,  https://vimeo.com/130667513

 

Lunedì 17 aprile
STEVE HAUSCHILDT a/v live
(Kranky Records, Editions Mego)

L’americano Steve Hauschildt, già un terzo dei seminali Emeralds, è ormai un veterano della scena sperimentale. Tessitore di fini trame synthetiche che aggiornano la lezione dei classici corrieri cosmici tedeschi, Hauschildt ha intrapreso un percorso solista fatto di melodie celesti e droni luminosi, carezze analogiche e liquidi digitali, per approdare con l’ultimo album Strands ad una vetta unanimemente celebrata. Meditazioni elettroniche che nei suoi live show, attraverso l’interazione tra musica e visuals, imbarcano il pubblico in veri e propri viaggi nelle aree più periferiche dello spazio (astrale e interiore).
https://stevehauschildt.bandcamp.com/

 

Martedì 11 aprile
P16_Set elettro acustico

P16 è un organismo pluricellulare. P16 è una creatura video sonora che non ha andamento stabile ed organizzato. P16 è un rumore, un errore ed è forse la peggior cosa che potreste ascoltare o vedere in questo putrido ecosistema.

 

Martedì 4 aprile
THE INTERNET EXPLORERZ

Attingendo dalla realtà che ci circonda The Internet Explorerz (Katzagōn + Dada Versus e Valerio Veneruso) cerca di creare un corto circuito all’interno del quale immagini in movimento ed elementi sonori si mescolano vorticosamente insieme, sublimando così l’esperienza che si può provare nel momento in cui si passa da uno stato offline a uno online.
Durante l’intera serata lo spettatore sarà inoltre invitato, prima e dopo l’esibizione, a creare la propria playlist utilizzando un computer allestito appositamente per dare vita a un’atmosfera eterogenea e soggettiva allo stesso tempo.

https://enklav.bandcamp.com/album/024-katzag-n-ideas-for-sculpture
https://www.valerioveneruso.eu/

 

Martedì 28 marzo
TAVOLOPARLANTE

un progetto di Enrico Coniglio e Nicola Di Croce nato attorno all’improvvisazione elettroacustica con un approccio aperto al coinvolgimento diretto dello spettatore.
Tavoloparlante mette in scena ed esplora il rapporto tra funzione d’uso e reinvenzione sonora del quotidiano. Dal 2013 Tavoloparlante ha lavorato a cavallo tra installazione e performance partecipando a diversi festival tra cui Fondamenta 3.0 (2014) Lago film festival (2015), Internet Festival (2015), Stazione Topolò (2016), proponendo progetti interattivi intimamente legati al contesto di riferimento.

 

Martedì 21 marzo
Alessandro Cicutto – Hang Drum Session

Alessandro Cicutto presenta in questa serata il suo ultimo disco per Hang Drum, l’ormai famosa percussione melodica di recente invenzione svizzera. La sua pregressa formazione da pianista influenza il suo approccio all’hang, che potrebbe essere definito sinfonico. Per l’occasione, accompagnerà anche alcuni brani con la voce.

 

Sabato 18 marzo
FAUST_reading sonoro

Un attore, un musicista, un’opera.
Una macchina attoriale e delle scenografie sonore interpreteranno la vita di Faust, esimio dottore che per noia e bramosia di potere sfoglierà un libro che nessuno dovrebbe mai toccare!

Ivan Halen: voci, loop ed atmosfere// Francesco Paolino: Chitarra ed atmosfere.

 

Sabato 4 marzo
Human Beatbox Meeting

L’Human Beatbox, nasce in America agli inizi deli anni ’80 in ambito hip hop (anche se le sue radici sono da ricercare ancora oltre, in Africa, nelle arti vocali mimiche di vari paesi). Lo scopo è quello di imitare le drum machines, che all’epoca si chiamavano, appunto, beatboxes, con movimenti di bocca, lingua, gola e corde vocali.
Dai primordi ad oggi sono stati fatti progressi pazzeschi e quello che era un’arte in embrione, seppur già espressa con energia dai suoi fondatori, è oggi un’incredibile orchestra a un sol uomo (o donna) capace di esprimersi al meglio soprattutto in generi quali l’hip hop, la techno/tekno, la drum’n’bass, la dubstep… Fino pero’ a sfociare anche in altri, quali il jazz, trascendendo i limiti di genere.

Riunione dell’Italian Beatbox Family, associazione nazionale di BeatBox + CONTEST. Sfida tra beatboxers con giudici! Iscrizioni il giorno stesso, il palio alcuni premi IBF (Italian Beatbox Family).

 

Martedì 21 febbraio
Jozef Van Wissem
Dopo il fertile sodalizio artistico con Jim Jarmusch, culminato nel premio come miglior colonna sonora al festival di Cannes per “Only Lovers Left Alive”, torna a Venezia il più celebre liutista contemporaneo: jozef van wissem.
Consapevole delle radici della musica per liuto medievale, rinascimentale e barocca, il compositore di Maastricht la rielabora e dissacra con un approccio contemporaneo e quasi rock, attraverso l’impiego per esempio di palindromi, composizioni speculari e tecniche di cut-up. Il risultato si presta a soddisfare sia i più attenti alle ricerche musicali di oggi, sia gli amanti di forme più classiche, con un equilibrio perfetto tra tecnica strumentale (sempre fedele alle qualità del liuto) e approccio compositivo e concettuale (a seconda dei casi vicino al minimalismo, all’improvvisazione, all’interazione con field recordings ed elettronica). La sua musica sembra sospesa nel tempo, ma è anche profondamente consapevole della tradizione da cui deriva e delle ricerche attuali. Non stupisce dunque che tra i suoi ispiratori si trovino, oltre ai compositori per liuto dei secoli passati, anche Morton Feldman, Robert Johnson, Aleister Crowley e Gilles Deleuze.
Chi lo ascolta dal vivo per la prima volta è generalmente sorpreso da come riesca a trasportare lo spettatore spontaneamente in una condizione di ascolto insieme meditativa, confrontazionale e rilassata, che lascia la possibilità di multipli livelli di immedesimazione e di comprensione. A ulteriore testimonianza dell’importanza del suo lavoro ci sono la commissione ricevuta dalla National Gallery di Londra per la sonorizzazione del quadro anamorfico Gli Ambasciatori di Hans Holbein, e le numerose collaborazioni con alcuni tra i musicisti più importanti di oggi: Gary LucasTetuzi AkiyamaKeiji HainoJames Blackshaw (con cui ha fondato i Brethren of the Free Spirit), Maurizio Bianchi, gli Smegma, Zola Jesus.
http://www.jozefvanwissem.com/
Martedì 7 febbario
INAUGURAZIONE
Set elettroacustico di Francesco Gibaldi, Achille Zoni e Simone Carraro, basato sui suoni puri di strumenti musicali antichi. Didgeridoo, voci e percussioni stratificati e sommati ad un sistema di effetti elettronici per mutarne timbro e colori. Un ritorno a pulsazioni arcaiche tradotte in un linguaggio contemporaneo.
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